Tira una brutta aria
E dobbiamo guardare in casa nostra

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di Giuseppe Crimaldi –

Per troppo tempo abbiamo guardato con preoccupazione alla Francia, alla Gran Bretagna, alla Germani e a certi brutti segnali che dimostravano il ritorno dell’antisemitismo. Abbiamo studiato a lungo ciò che avveniva nella civilissima Svezia, o nel Partito laburista inglese per le odiose prese di posizione contro Israele e gli ebrei. Se ancora non ce ne fossimo accorti oggi è venuto il momento di aprire gli occhi sull’Italia. Perché sul nostro Paese grava una cappa nera e pesante, come dimostra la grave aggressione denunciata dalla professoressa di storia medioevale ed ebraica all’Università di Pisa Alessandra Veronese, “scambiata per ebrea” sol perché sotto il braccio aveva una borsa con su stampate scritte in yiddish. 

L’episodio è accaduto in uno dei luoghi più affollati di Roma, la Stazione Termini, dinanzi l’ingresso della libreriia Feltrinelli. Un delinquente che esibiva la croce celtica sul braccio destro l’ha insultata e poi le ha sputato in faccia.

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Alessandra Veronese

Dopo quest’ultimo fatto dovremmo fermarci a riflettere senza indulgere al buonismo un tanto al chilo, e dando invece il giusto peso alle cose. Ci auguriamo che le indagini della Digos alla quale la professoressa si è rivolta arrivino all’individuazione dell’aggressore.

Ci chiediamo anche, però, come mai un gesto tanto volgare e offensivo – pur essendo successo sotto gli occhi di centinaia di testimoni – non abbia indotto qualcuno a intervenire, e magari a consentire di bloccare quell’energumeno consegnandolo magari alle forze dell’ordine. In troppi si girano dall’altra parte.

Anche oggi. Fingere di non vedere, non denunciare, credere che sia meglio “farsi i fatti propri” non ci aiuterà a salvarci dalla deriva estremista che sta investendo l’Italia. Tira una brutta aria, e stavolta dobbiamo guardare in casa nostra.

 

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista