Tivoli, negozio “ebreo”
Il marchio dell’odio

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  di Eduardo Palumbo –

Ogni volta che succede, e succede più spesso di quanto l’opinione pubblica creda, perché non si scatenano grandi mobilitazioni e denunce, viene alla mente quella terribile notte del novembre del 1938 di Berlino e di tante altre città tedesche, passata alla storia come la notte “dei cristalli” quando le vetrine dei negozi dei tedeschi ebrei vennero infrante dei tedeschi ariani. No, non siamo davanti alla minaccia di nuovi progrom, ma di certo il mostro non è mai morto. Anzi oggi riappare sotto forma di invito non solo a boicottare i prodotti israeliani (il Bds è maleficamente ovunque in prima linea) ma, anche più sottilmente, i negozi dei cittadini italiani ebrei.

Livorno, svastiche e stelle di David per “marchiare

Livorno, svastiche e stelle di David per “marchiare” un negozio

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Un negozio di barbiere a Torino

E’ successo a Torino, al mercato di Livorno, è successo più volte a Roma, una vergognosa un po’ di anni fa, quando un piccolo sindacato autonomo di sinistra romano (Flaica-uniti-Cub, ottomila iscritti) stilò una sorta di lista di prescrizione di negozi di ebrei, invitando di non andarvi a comprare nulla.  “Siamo ai giorni della vergogna e della nausea. E ciò che ci fa più orrore, e che provoca maggiormente nausea” scrisse Paolo Guzzanti rompendo il silenzio “è stata la pressoché inesistente reazione al pogrom, per ora soltanto commerciale, di nomi e cognomi di italiani colpevoli di essere ebrei, su cui scaricare l’odio…“

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E’ successo di nuovo, questa volta a Tivoli, cittadina dalla forte presenza ebraica sin dal milletrecento, che diede i natali al fisico italiano Emilio Segrè, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1959, dove un’accorsata gelateria è stata marchiata con la scritta “ebreo”.

Ancora, ancora una volta. Che aspettiamo a gridare il nostro dolore e la nostra indignazione, a mobilitare le coscienze anche lontano dalle pagine di cronaca nazionale? Quando finalmente accenderemo i riflettori anche e, soprattutto, in questi episodi di provincia? Bisogna fare presto, prima che sia troppo tardi…

 

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