Totem & tabù

di Niram Ferretti –

Avremo presto in Italia, la nuova italia maoista post (?) Covid, la “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia”. Ora, un conto è l’odio per gli omosessuali uomini e donne, o per i transessuali ( apprendiamo che ci sarebbe anche una fobia nei confronti di chi è bisessuale) che può degenerare, come purtroppo accade, in forme di discriminazione e di violenza, un conto è rubricare all’interno della categoria “fobia”, chi, senza esprimere alcun odio e tantomeno violenza, nutra delle riserve sull’omosessualità, o sulla bisessualità, o sulla transessualità.

Abbiamo già visto cosa succede con l’islamofobia (a proposito, a quando la Giornata nazionale contro l’islamofobia?).

Perchè se essere fobici significa non considerare l’omosessualità, la bisessualità, o la transessualità perfettamente convenzionali e parificabili all’eterosessualità, senza per questo discriminare, offendere, ed esercitare violenza fisica, la questione si fa un po’ problematica.

E ripeto, lo vediamo con l’Islam, quando si dice che esso contiene un messaggio di violenza che si è tramandato nei secoli, e subito si viene accusati di essere islamofobi, o quando si sostiene che la civiltà occidentale è stata superiore in senso ampio e generale a quella africana, cinese o islamica, si viene subito tacciati di razzismo.

Ormai viviamo in una società in cui, in nome della lotta all’odio, (e la fobia sarebbe una delle categorie dell’odio, mentre è evidente che non lo sia di per sè), il dissenso, critico, ragionato, espresso senza anatemi, viene immediatamente considerato inesprimibile esattamente come lo era una volta, “L’amore che non osa dire il proprio nome”.

 

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