Trent’anni assieme

Dror Eydar, Ambasciatore di Israele e Noemi Di Segni, Presidente UCEI

Dror Eydar, ambasciatore di Israele e Noemi Di Segni, presidente UCEI

di Noemi di Segni*

Essere assieme e per trenta anni non è affatto ovvio ne banale, ma non vorrei neanche dire che ci vuole coraggio. Ci vuole intelligenza, cuore, amore per la vita, passione per lo sviluppo, capacità di eludere voci e pretese che presuppongono annientamento, disconoscimento e prevaricazione.

logo nuovo

Come era il mondo trent’anni fa quando si è avviata questa esperienza associativa? Un altro mondo per certi versi e lo stesso per altri. Con il muro di Berlino appena caduto in Germania, con una dialettica destra sinistra ancora classica in Italia in piena prima repubblica, con una comunità europea che ancora non sapeva di non diventare unione, senza Oslo e senza premi Nobel.

Forse oggi rimpiangiamo quegli assetti e quelle speranze ma questo avviene con la facilità del distacco e del tempo. In trent’anni abbiamo – avete attraversato sfide esterne e criticità anche organizzative al vostro interno – ma un punto fermo è la vostra vicinanza e presenza. Ed è proprio la voce NON ebraica, NON israeliana che in parallelo a quella nostra deve farsi sentire e richiamare coscienze e popolazione pensante ad agire.

index sssss

A tutti i livelli – sport, spettacolo, accademia, legislatore, istituzioni di governo a livello nazionale e locale. Grazie per esserci e per quanto fate. Ciascuno di voi come singolo con il suo nome, ciascuna delle associazioni a livello perifierico, e a livello di federazione. Siete essenziali e preziosi e con ciascuno di voi dobbiamo fare sinergia.
Con quanto ci si è rivelato e che sapevamo esistere il nostro lavoro è ancora più arduo. Sicurezza, cultura, legalità nel senso più profondo di questa parola, capacità di dare nome e faccia ai fenomeni e ai rischi.

La senatrice a vita Liliana Segre all'universit‡ Statale di Milano per partecipare all'incontro su "Guardare al futuro senza dimenticare: medici e impegno civile ieri e oggi", sull'impatto delle leggi razziali nella comunit‡ medica ebraica, Milano, 4 novembre 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

Liliana Segre

Comprendere il vero pericolo che rappresenta l’Iran. La nostra sfida comune e’ recepire e implementare la definizione di ihra – anche con riferimento al bds. Sul caso Segre non posso non soffermarmi con alcune sottolineature –
Non è questione partitica e il confronto su posizioni e semantica andavano e vanno fatte all’interno della commissione.

Grave errore dare assist a chi della destra cerca di giustificarsi. Non è una questione della Segre e tutto il tema non va impersonificato attraverso di lei – siamo noi, siamo l’Italia e l’Europa il vero problema da scortare e da comprendere. Chi odia si esprime nell’anonimato, chi sostiene ci mette nome e cognome.

yerush-cover

Abbiamo appena letto nella porzione di torà – parashà – che leggiamo ogni settimana – di Lech Lechà – di come Abramo si avvia verso la terra di Israele e verso la creazione del popolo ebraico con la promessa di destinazione di quella terra e tutela della discendenza, guardando il cielo stellato e il creato, con richiesta di fiducia nonostante le torture e nonostante le schiavitù subite. E proprio in apertura dio rappresenta ad Abramo che lo svilupperà in un popolo – “benedirò chi ti benedice e maledirò chi ti maledice”.

A questa “storia” che è storia universale – anche oggi devono essere ispirate le nostre parole e la nostra presenza – avendo una terra non solo promessa ma vissuta come è oggi Israele, avendo un popolo che sa affermare le sue capacità e valori, avendo un’eredità di tradizioni e precetti da tramandare e che oggi condividiamo con traduzioni del talmud anche in Italiano, avendo comunità come luoghi fisici e ideali all’interno e con le quali crescere, riconoscendo chi ci benedice e chi ci maledice, e soprattutto avendo punti di riferimento forti e determinati come voi. Grazie davvero e buon lavoro a tutti.

*Presidente UCEI

Condividi