Trump mette alle corde Abu Mazen

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di Paolo Mastrolilli –

L’amministrazione Trump vuole chiudere la missione consolare dell’Autorità palestinese a Washington, se non si impegnerà nei negoziati di pace con Israele. Una minaccia a cui il ministro degli Esteri dell’Autorità, Riyad Malki, ha risposto accusando il segretario di Stato Tillerson di ricatto, mentre il leader Abu Mazen ha detto di non essere disposto a cedere. E in serata Saeb Erekat, fedelissimo di Abu Mazen, ha minacciato di congelare i contatti con gli Usa.

Paolo Mastrolilli xxxx

Paolo Mastrolilli

L’Autorità non ha una vera ambasciata a Washington, ma una missione consolare che serve a gestire passaporti, visti e altre pratiche dei palestinesi che vivono negli Usa. Il suo permesso di operare deve essere rinnovato ogni sei mesi, e stavolta Tillerson ha deciso di non farlo. La ragione sta in un cavillo di legge che impone la chiusura del consolato, se l’Autorità chiede alla Corte penale internazionale di processare cittadini israeliani per reati contro i palestinesi. Abu Mazen avrebbe violato questa regola durante il suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu.

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Riyad Malki

In quella occasione aveva chiesto alla Corte di «aprire un’inchiesta e processare i funzionari israeliani per il loro coinvolgimento nella attività relative agli insediamenti e le aggressioni contro il nostro popolo».

FILE - In this Friday, March 27, 2015 file photo, ExxonMobil CEO Rex Tillerson delivers remarks on the release of a report by the National Petroleum Council on oil drilling in the Arctic, in Washington. On Saturday, Dec. 10, 2016, President-elect Donald Trump moved closer to nominating Tillerson as his secretary of state, meeting privately with the business leader for the second time in a week. (AP Photo/Evan Vucci, File)

Rex Tillerson

Per Tillerson queste parole costituiscono una violazione della legge, e ora Trump ha 90 giorni di tempo per decidere se chiudere il consolato. Una maniera per evitare il provvedimento sarebbe la ripresa dei negoziati di pace con Israele, sulla base delle linee generali a cui hanno lavorato negli ultimi tempi il genero del presidente, Jared Kushner, e l’inviato speciale Jason Greenblatt.

Se i palestinesi avvieranno «trattative dirette e concrete con Israele», l’ufficio americano potrà restare aperto. Malki ha parlato di «ricatto», aggiungendo che non ha intenzione di piegarsi.

Nabil Abu Rudeineh

Nabil Abu Rudeineh

Nabil Abu Rudeineh, portavoce di Abu Mazen, ha aggiunto che si tratta di «una minaccia pericolosa che fa perdere agli Usa lo status di mediatore. Dà un colpo agli sforzi per promuovere la pace, e un premio a Israele, che sta cercando di deragliare le iniziative Usa con gli insediamenti e opponendosi alla soluzione dei due stati. Noi non abbiamo ricevuto alcuna idea o documento dagli Usa riguardo i 2 negoziati, nonostante i molti incontri avuti».

(Stampa)

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