Turchia, Santa Sofia torna moschea
La nostra sottomissione all’Islam

di Giulio Meotti –

Santa Sofia, la casa della cristianità orientale per mille anni, tornerà moschea. Lo ha appena deciso la Turchia. Inondano l’Europa di moschee più alte delle nostre cattedrali e (come in Francia) chiedono di usare le nostre chiese come moschee; ci impongono un nuovo reato-frode, l'”islamofobia”; finanziano la distruzione di tutto quello che resta del meraviglioso cristianesimo orientale che era in quelle terre sei secoli prima di loro; e ora, nel 2020, riportano a moschea anche la basilica che Giustiniano costruì per essere la più grande chiesa “che sia mai esistita”. Le province d’Oriente e d’Occidente furono mobilitate per l’impresa.

 

Per la cupola di 55 metri si ricorse agli artigiani di Rodi. Ogni mattone recava la scritta: “E’ Dio che l’ha fondata ed è Dio che le recherà soccorso”. Lì riposa il doge Enrico Dandolo, le cui ossa dopo la conquista della città da parte dei turchi nel 1453 furono gettate in pasto ai cani.

Oggi non c’è sollevazione né protesta, ma solo silenzio e mugugni, che non sono altro che la colonna sonora della nostra sottomissione all’Islam.

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