Tutti all’inferno
Nel girone degli islamofobi

islamofobia_telesur

di Niram Ferretti –

Sul “Corriere della Sera”, Pierluigi Battista, in un articolo ironico ma non troppo, ha evidenziato come l’interdizione nei confronti dell’Islam sia ormai un fatto acclarato. L’Islam è l’unica religione al mondo per la quale è stato coniato un reato, si chiama “islamofobia” e chi lo commette viene subito sospinto nel girone dell’inferno dei razzisti, un girone che Dante non aveva previsto, ma che oggi, essendo stati praticamente aboliti tutti gli altri gironi, è rimasto il principale.

Niram Ferretti 0

Niram Ferretti

Non ci vuole molto a essere accusati di questo reato, basta sollevare dubbi e critiche sull’Islam come religione pacifica che nei secoli avrebbe trasmesso un messaggio di amore e di concordia, il principale messaggio del suo testo fondante, per essere immediatamente bollati come islamofobi.

Basta sottolineare che nel VII secolo, il suo fondatore praticava le stesse cose che fa, per esempio l’ISIS, o che il jihad inteso in senso di guerra nei confronti degli infedeli, tutti i non musulmani, è stato fin dall’origine uno dei pilastri della nuova religione, per essere immediatamente considerati dei suprematisti bianchi e dunque dei razzisti, e di conseguenza degli islamofobi.

images

Non esiste il reato di giudeofobia o di cristianofobia o di buddismofobia o di shintofobia, dunque dell’ebraismo e del cristianesimo si può dire peste e corna senza che nessuno rischi nulla. In modo particolare ci si può accanire contro gli ebrei e i cristiani anche fisicamente senza suscitare particolare indignazione o sconcerto.

islamofobia-in-italia-nel-2018.png

E se qualcuno inveisse contro i buddisti e gli shintoisti, non accadrebbe assolutamente nulla, ma con l’Islam bisogna usare la massima cautela, l’importante è non essere occidentali per avanzare delle riserve, allora sì, è possibile dire qualche cosa, ma anche in questo caso facendo attenzione, ne sanno qualcosa tutti quegli intellettuali e pensatori musulmani che hanno pagato con l’ostracismo o con la vita il loro coraggio critico. Vorrei qui ricordarne solo alcuni: Mahmud Muhammad Taha, Ayaan Hirsi Ali, Ibn Warraq, Magdi Cristiano Allam, Hamed Abdel Samad, Boualem Sansal.

islam-727774_1280

Il successo con cui i musulmani sono riusciti a creare un cordone sanitario intorno alla loro religione non sarebbe tale senza la disponibilità occidentale, soprattutto europea, soprattutto da parte della sinistra. Motivo? L”intreccio economico-affaristico che lega l’Europa occidentale al mondo arabo dalla fine degli anni ’60 ad oggi e l’esigenza di promuovere il più possibile l’immigrazione, in modo particolare quella islamica.

E’ il prezzo da pagare per l’avanzare del Progresso.

 

Condividi