Ucciso Soleimani, giustizia è fatta

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Qassem Soleimani

di Francesco Semprini –

Donald Trump ordina l’uccisione del potente capo militare iraniano Qassem Soleimani e i militari americani eseguono una delle operazioni destinata a segnare profondamente i rapporti tra Washington e Teheran e le sorti del Medio Oriente. Soleimani era una figura di spicco dell’Iran, molto vicino alla Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e considerato da alcuni il potenziale futuro leader del Paese. Era inoltre colui a cui facevano capo i Pasdaran, i guardiani della rivoluzione khomeinista e il suo braccio estero Al Quds.

Francesco Semprini

Francesco Semprini

Ed era infine la figura chiave attorno a cui gravitavano tutte le formazioni sciite filo-iraniane che operano nella regione. A partire dalle Unità di mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), la coalizione di milizie paramilitari sciite pro-iraniane attive in Iraq e protagonista di una escalation di tensioni e scontri con le forze Usa culminate con l’assedio all’ambasciata americana di Baghdad del 31 dicembre.

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I Pasdaran hanno perso il loro leader carismatico

I manifestanti hanno protestato contro il raid Usa sulle basi di Kataib Hezbollah, nei pressi del valico di al Qaim, a cavallo del confine con la Siria, che ha provocato la morte di almeno 25 combattenti e 55 feriti, come ritorsione all’attacco alla base di Kirkuk di venerdì scorso in cui è rimasto ucciso un contractor americano e ferite alcuni militari Usa.

Eventi dinanzi ai quali gli Stati Uniti si aspettano ulteriori attacchi come afferma il segretario alla difesa Mark Esper che lancia un chiaro avvertimento: «Se accadrà se ne pentiranno, noi siamo pronti a difenderci e a impedire ulteriori azioni da parte di questi gruppi guidati dall’Iran».

Mark Esper

Mark Esper

L’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad sollecita i cittadini americani a «lasciare l’Iraq immediatamente» dopo l’attacco. «I cittadini americani partano per via aerea dove possibile, altrimenti raggiungano altri paesi via terra», sottolinea l’ambasciata.

Anche le compagnie petrolifere straniere stanno evacuando il loro personale dal sud dell’Iraq attraverso l’aeroporto di Bassora. Lo riferiscono più fonti, tra le quali Sky Arabia. L’evacuazione del personale straniero, secondo alcuni media che rilanciano la notizia, non dovrebbe compromettere l’operatività degli impianti.

A photo released by the Iraqi Prime Minister Press Office shows a burning vehicle at the Baghdad International Airport following an airstrike, in Baghdad, Iraq, early Friday, Jan. 2, 2020. The Pentagon said Thursday that the U.S. military has killed Gen. Qassem Soleimani, the head of Iran’s elite Quds Force, at the direction of President Donald Trump. (HO, Iraqi Prime Minister Press Office, via AP) ** EDITORIAL USE ONLY, NO SALES **

Il raid all’aeroporto di Baghdad

Elemento questo che ha spinto gli Stati Uniti a compiere il raid all’aeroporto di Baghdad condotto – secondo indiscrezioni – con un drone (sembra con l’ausilio di un elicottero) e ordinato da Trump in persona. Un’azione che rischia di far salire la già alta tensione fra Stati Uniti e Iran, ma anche in tutto il Medio Oriente.

La reazione iraniana è immediata, con Teheran che fa sapere che ci saranno ritorsioni e Khamenei che annuncia «una dura vendetta». Secondo il Pentagono – che conferma il raid e se ne assume la responsabilità – il generale Soleimani «stava mettendo a punto attacchi contro diplomatici americani e personale in servizio in Iraq e nell’area».

E ancora: «Il generale Soleimani e le sue forze Quds sono responsabili della morte di centinaia di americani e del ferimento di altri migliaia», aggiunge il Pentagono. Il raid punta a essere un «deterrente per futuri piani di attacco dell’Iran. Gli Stati Uniti continueranno a prendere tutte le azioni necessarie per tutelare la nostra gente e i nostri interessi del mondo», mette in evidenza il Dipartimento della Difesa.

(Stampa)

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