Ue, sempre peggio per Israele
Dopo la Mogherini l’incubo Borrell

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Josep Borrell

di Eduardo Palumbo –

Sono molti, inutile nasconderlo, quelli che hanno salutato con piacere l’addio di Federica Mogherini, il ministro degli esteri col velo dell’Unione europea, la grande fautrice dell’accordo nucleare con l’Iran, l’unica politica occidentale che è andata ad onorare l’insediamento del parlamento iraniano, insomma del regime degli ayatollah.

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La Mogherini “celebra” il parlamento iraniano

Erano molti quelli che speravano che col nuovo governo europeo, ma, soprattutto, col nuovo Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, potesse esserci un nuovo indirizzo per la politica in Medio Oriente, nuovi e più significativi rapporti con Israele, una maggiore assonanza con gli Stati Uniti. Ed invece… La nomina dello spagnolo Josep Borrell ha lasciato tutti delusi, “dalla padella alla brace…” come recita un antico detto popolare.

Già perché Borrell, un veterano del Partito Socialista Spagnolo (PSOE), sembra essere in assoluta continuità con la Mogherini,  tanto che l’anno scorso, ha affermato come ministro degli esteri che la Spagna  è pronta, anche da sola, a riconoscere lo Stato della Palestina. Anche, disse allora, prendendo le distanze dall’Unione europea… Figuriamoci ora che ha il compito di guidare la politica estera della Ue, quali saranno i suoi progetti

Pro-government demonstrators hold posters of Iran's supreme leader, Ayatollah Ali Khamenei (L) and Iran's founder of Islamic Republic, Ayatollah Ruhollah Khomeini during a march in Iran's holy city of Qom, 130 kilometres south of Tehran on January 3, 2018, as tens of thousands gathered across Iran in a massive show of strength for the Islamic rulers after days of deadly unrest. / AFP PHOTO / Mohammad ALI MARIZAD

Borrell molti anni fa ha svolto volontariato in un kibbutz in Israele e ha anche incontrato la sua prima moglie in Israele, ma è ben noto per le sue critiche nei confronti dello stato ebraico. Così come sono note anche le sue simpatie per l’Iran. In un tweet per celebrare il 40 ° anniversario della rivoluzione islamica, ha scritto: “Il tasso di alfabetizzazione è aumentato dal 35 all’84 percento. La partecipazione delle donne alla forza lavoro è salita dal 5 al 47 percento. L’Iran è un paese chiave in Medio Oriente. È coinvolto in guerre in Siria e Yemen ed è in concorrenza con l’Arabia Saudita. Quaranta anni dopo il Vietnam, l’Iran è ancora un’ossessione per gli Stati Uniti. L’Iran può sopravvivere alle sanzioni se Trump non viene rieletto, altrimenti il regime rinnoverà il suo programma nucleare e raddoppierà l’aggressione nella regione “.

Ma non è tutto. In una recente intervista, interrogato sulle richieste iraniane per la distruzione di Israele rispose. “L’Iran vuole spazzare via Israele: finchè non c’è nulla di nuovo, dobbiamo conviverci.”

 

 

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