Un “assassino di massa globale”

3 gennaio 2020 nella città siriana di Binnish, presso Idlib, Aziz Asmar posa accanto al suo murale intitolato “Qassem Soleimani nella pattumiera della storia”

3 gennaio 2020 nella città siriana di Binnish, presso Idlib, Aziz Asmar posa accanto al suo murale intitolato “Qassem Soleimani nella pattumiera della storia”

“Nel mese che ha preceduto l’assassinio di Soleimani, le forze di sicurezza iraniane di cui era a capo Soleimani hanno ucciso a sangue freddo 1.500 civili iraniani disarmati (tra cui almeno 17 minorenni e 400 donne) – ha scritto Fred Maroun – il cui unico crimine era quello di protestare contro la situazione economica del regime, tra cui un aumento dei prezzi del carburante. La Guida Suprema iraniana Ali Khamenei aveva detto alle forze di sicurezza: “La Repubblica Islamica è in pericolo: fate tutto il necessario per farla finita. E’ il mio ordine”.

Fred Maroun

Fred Maroun

Definendo Soleimani un “assassino di massa globale”, Al Arabiya ha scritto: “Soleimani non era solo responsabile, direttamente e indirettamente, della morte di americani, ma di migliaia di persone in tutto il mondo”.

Malak Chabkoun 2

Malak Chabkoun

Malak Chabkoun, un’editorialista di Al-Jazeera nota per non essere una fan del presidente Donald Trump né degli Stati Uniti, ha scritto: “E’ imperdonabile ignorare i crimini di Soleimani, di al-Muhandis e di coloro di cui erano al servizio. L’uccisione di Soleimani e di al-Muhandis ha dato a molti abitanti del Medio Oriente un senso di sollievo per il fatto che infine si sono liberati di due capi miliziani che hanno causato molte sofferenze alle loro comunità. Non si possono ignorare i crimini che l’Iran e i suoi gregari regionali hanno commesso negli ultimi dieci anni.

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L’Iran ha sostenuto e caldeggiato la feroce repressione da parte del regime siriano delle proteste dell’opposizione e, in seguito, l’uccisione in massa di civili mediante bombardamenti e assedi spietati. Ha anche mandato figli di profughi afgani a combattere per suo conto in Siria, ha inviato attrezzature e personale militare agli Houti nello Yemen accusati, proprio come i loro nemici sauditi ed emiratini, d’aver commesso crimini di guerra nel conflitto in quel paese. E in Iraq ha sostenuto e diretto le milizie che hanno commesso svariati crimini contro i civili di quel paese”.

(Israelenet)

 

 

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