Un dolore che cerca un riscatto

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di Paolo Pierno –

Tra il 1948 e il 1976 881.000 ebrei sono stati costretti ad abbandonare le loro case, i loro affetti, i lor beni, i loro ricordi nei paesi arabi. Tra il 1946 e il 2014 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si è riunita 197 volte per discutere lo status dei “profughi palestinesi” senza menzionare mai una sola volta la condizione dei profughi ebrei dai paesi arabi. Perché?

David Meghnagi

David Meghnagi (direttore del Master in didattica della Shoah di Roma), nella sua riflessione sulla vicenda in un dossier su Pagine Ebraiche afferma che “Dopo la fuga degli ebrei dal mondo arabo è cominciata l’agonia di ciò che era rimasto della civiltà cristiana di Oriente. Sparite le differenze locali, le immagini negative dei “popoli vinti” e dominate dall’Islam hanno finito per essere proiettate su Israele. In un delirio, in cui le colpe della dominazione occidentale sui popoli islamici e quella dell’islam sulle rispettive minoranze ebraiche, si “riscattavano” a vicenda, Israele è finito per diventare il capro espiatorio di ogni male che affligge il mondo islamico e i rapporti di quest’ultimo con la civiltà europea e occidentale”.

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Oggi è il giorno nazionale dei rifugiati ebrei dai paesi arabi e dall’Iran, una celebrazione istituita due anni con una legge dalla Knesset, una data voluta per non perdere la memoria del dolore, dei sacrifici di quegli ebrei che riuscirono a cambiare la loro vita per ricominciare e costruirsi un futuro In Europa, in America e, naturalmente, in Israele.

Una data scelta non a caso ma voluta con un preciso intendimento, una risposta a quel 29 novembre di 69 anni fa quando i paesi arabi non riconobbero una storica decisione dell’Onu: la ripartizione della Palestina mandataria in due Stati, che aprì la via alla nascita dello Stato d’Israele.

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Danny Danon

E non è ancora tutto, c’è ancora un altro significato, quello di rimarcare, per l’ennesima volta il comportamento fazioso delle Nazioni Unite e cioè il mancato riconoscimento   dello status di rifugiati a questo milione di persone, a differenza di quanto accadde con i palestinesi. Un anno fa alle Nazioni Unite l’ambasciatore israeliano Danny Danon, il cui padre arrivò in Israele come rifugiato dall’Egitto  ha  sottolineato l’impegno di Israele  affinché “  il mondo riconosca finalmente le storie di questi rifugiati dimenticati”,

 

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