Un doppio crimine di guerra

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 di Dror Eydar –
È difficile guardare da lontano ciò che sta avvenendo in Israele. I nostri fratelli e sorelle, la Casa di Israele, sono in difficoltà, e noi stiamo da lontano cerchiamo di apportare il nostro aiuto, con i responsabili politici del governo italiano e dell’opinione pubblica. A proposito, così han fatto tutte le ambasciate israeliane nel mondo: impegnate in una campagna di informazione sulla giustezza della nostra lotta, ciascuna nel proprio paese di competenza. Ho visto la lista dei messaggi di sostegno internazionale ricevuti da ogni ambasciata. Davvero impressionante. Il Ministero degli Esteri è il ministero della sicurezza politica.

 Mercoledì scorso abbiamo aperto un consolato onorario a Firenze (ne abbiamo un altro nel sud Italia, in Puglia). L’evento di apertura del consolato ha attirato molta attenzione dei mezzi di informazione. All’ingresso dell’edificio attendevano decine di giornalisti, fotografi e troupe televisive. Quando sono uscito dall’auto di servizio, ho avuto puntate su di me decine di telecamere, e mi è stato chiesto di rilasciare un’intervista. Mi sono avvicinato.

People take cover during an air-raid warning siren in Sderot, southern Israel , Israel, Tuesday, Nov. 12m 2019. Israel has killed a senior Islamic Jihad commander in Gaza in a rare targeted killing that threatened to unleash a fierce round of cross-border violence with Palestinian militants. (AP Photo/Tsafrir Abayov)

Sderot, si cerca riparo: c’è un attacco missilistico in corso

Mi è stato chiesto che cosa ho da dire su ciò che sta accadendo in Israele adesso. Ammetto che in quel momento, più di quanto mai avvenuto nelle dieci settimane da quando sono arrivato in Italia, ho sentito proprio dentro di me il significato dell’idea di funzionario pubblico, che parla a nome del popolo di Israele e del suo paese.

Ai media presenti là fuori ho detto questo: la guerra delle organizzazioni terroristiche contro di noi fa parte di una campagna storica, che ogni volta assume un nuovo volto, contro il ritorno di Sion, contro il ritorno del popolo di Israele a casa, nella sua antica patria.

Baha-Abu-al-Ata

Baha Abu al Ata

Abu Al Atta, il terrorista assassinato, era un gangster e un criminale di guerra, la cui intera esistenza è stata dedicata all’assassinio di ebrei e israeliani. Era responsabile di numerosi attacchi terroristici contro civili israeliani e dell’omicidio di civili innocenti, nel contesto della Jihad Islamica. Stava pianificando ulteriori azioni contro di noi. Pertanto, era una “bomba a orologeria” e la sua morte ha salvato molte vite. Il popolo ebraico ha un’antica regola: “Se uno si leva per ucciderti, precedilo e uccidilo”. E così abbiamo fatto.

La risposta delle organizzazioni palestinesi è stata un massiccio e indiscriminato attacco missilistico alle città israeliane e ai suoi cittadini. Centinaia di migliaia di studenti non sono andati a scuola per paura dei missili (compresi i miei figli). Questo è un doppio crimine di guerra: sia sparare a civili innocenti, sia farlo nascondersi codardamente dietro i residenti di Gaza e usarli come scudi umani.

l reparto di maternità del Barzilai di Ashkelon.

Missili al reparto di maternità del Barzilai di Ashkelon

La Jihad palestinese è finanziata e addestrata dall’Iran, il cui obiettivo non è solo Israele, ma la civiltà occidentale in toto. Ho ricordato lo sceicco Yūsuf al-Qaraḍāwī, che parlava non solo della conquista di Gerusalemme, ma anche della conquista di Roma. Ho detto che abbiamo superato forze molto più oscure nel corso della storia, e abbiamo sconfitto anche questi criminali.

Noi non vogliamo una escalation della situazione, ma faremo di tutto per proteggere i nostri cittadini. Grazie al cielo, viviamo in un momento storico in cui abbiamo l’opportunità di difenderci. Il tempo in cui il popolo ebraico era costretto a chiedere protezione ad altri è finito. Questo è quanto.

 

 

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