Un giorno all’anno
per lavare le coscienze
E poi tir e coltelli…

FILE -  In this Wednesday, Jan. 27, 2010 file photo, visitors from around the world pass under the infamous Arbeit Macht Frei "Work Sets You Free" sign over the main gate at the former Nazi death camp Auschwitz, in Poland. The memorial site of Auschwitz-Birkenau says it saw more than 1.4 million visitors in 2011, a record high for the former death camp.  The figure released Friday Jan. 6, 2012  underlines how the death and labor complex that Nazi Germany built in occupied southern Poland during World War II has become one of Europe's most visited Holocaust remembrance sites.  (AP Photo/Czarek Sokolowski,File)

di Andrea Marcenaro –

Solennemente cade, come tutti gli anni, il giorno della Memoria. Partono le scolaresche verso Auschwitz guidate da insegnanti forse “deportati”, perché no con la kefiah.

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Andrea Marcenaro

Racconta, l’ex fascista intervistato, quali molte e buone opere abbia compiuto Mussolini fino a quelle leggi razziali del ’38, francamente indecenti. Ottimo l’editoriale del Corriere su Exodus, perfino più indignato quello su Repubblica. Inaudite immagini di corpi ammonticchiati tornano alla mente nel giorno dedicato, e partenze piombate, e monti di scarpe, o di capelli e di denti.

L’Acutil, farmaco diffuso in Europa, aiuta a ricordare come sia opportuno, in questo giorno dell’anno, dimenticare le martellanti campagne contro gli ebrei in odore di nazismo (tutti, da Ben Gurion, a Peres, a Sharon, da Barak a Rabin, dalla Meir a Netanyahu, dal ’48 al ’67, al ’73, all’82, al ’93, al 2000, al 2005 e successivi). Con cuore più leggero, giammai antisemita, al massimo antisionista, la suddetta massa di colli torti si attrezzerà per celebrare nei prossimi 364 giorni la quotidiana Memoria di Fatah, più Hamas, finalmente riunificati nel nome dei coltelli. Meglio ancora dei tir.

 

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