Un impegno a tre

Donald Trump, Jared Kushner,

di Niram Ferretti –

E così arriva perentorio e definitivo il non possimus di Jared Kushner, alla residua illusione di Israele di potere estendere la propria sovranità in Cisgiordania. Il superleccato Kushner, ribadisce che “Non intendiamo dare il nostro consenso per un periodo di tempo e Israele ha convenuto di non agire senza il nostro consenso”. Tradotto. Il permesso lo diamo noi e senza questo permesso Israele non farà nulla.

Viram ferretti

D’altronde, Kushner non fa che ribadire quello che Donald Trump ha già detto, “Non posso parlare di un periodo specifico nel futuro” ha dichiarato il presidente americano a proposito della fine della “sospensione”. Tradotto, l’estensione di sovranità è spedita nel limbo.

Anwar-Garash

Anwar Garash, Ministro degli Affari Esteri degli Emirati è stato altrettanto chiaro: “Questo è un impegno a tre. Siamo sicuri che, se manterremo il nostro impegno, e gli Stati Uniti sono coinvolti, Israele manterrà il proprio impegno. Penso che abbiamo guadagnato molto tempo…Non credo che sarà una sospensione breve”

No, non lo sarà, e non può non esserlo, perchè gli accordi con gli Emirati, che dovranno ancora vedere la luce nei loro dettaglli, subordinano l’intesa con Israele all’accantonamento dell’estensione di sovranità, e se la logica non è passata definitivamente da Aristotele al Barone di Münchhausen, significa che, o gli accordi con gli Emirati o l’estensione di sovranità. Tertium non datur.

Le proeste palestinesi per l’accordo

Le direttive americane, esplicitate da Kushner sono che Israele concentri i propri sforzi nel concludere gli accordi con gli Emirati Uniti. Ascoltiamolo. Vogliamo davvero ottenere più interscambio possibile tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, e vogliamo davvero che Israele si concentri sulla creazione di nuove relazioni e nuove alleanze…”. Ha poi aggiunto a proposito della Cisgiordania e dei suoi residenti ebrei. “Non dovrebbe esserci alcuna urgenza per applicare la legge israeliana”.

E ora basta. L’estensione di sovranità è stata posta in un caveau. Che a Israele verrà un grande bene dagli accordi con gli Emirati tale da ripagarlo della rinuncia fatta ce lo auguriamo tutti. Il sol dell’avvenire è sempre forriero di speranza.

 

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