Un miracolo senza pari

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 di Dror Eydar –

Non ho mai mancato un’elezione. Un grande privilegio è stato riservato a noi, ebrei delle ultime generazioni: quello di partecipare alla determinazione del nostro futuro nel nostro stato indipendente. L’abbiamo sognato per secoli, ed ecco che il sogno si è avverato, il sogno di un ritorno a Sion. 

An Israeli flag is seen in the background as a man casts his ballot for the parliamentary election at a polling in the West Bank Jewish settlement of Ofra, north of Ramallah January 22, 2013. Israelis voted on Tuesday in an election that is expected to see Prime Minister Benjamin Netanyahu win a third term in office, pushing the Jewish state further to the right, away from peace with the Palestinians and towards a showdown with Iran. REUTERS/Baz Ratner (WEST BANK - Tags: POLITICS ELECTIONS TPX IMAGES OF THE DAY)

La democrazia, nella sua forma legata al principio di maggioranza, ha profonde radici storiche e culturali nel popolo ebraico e nella tradizione ebraica. I re di Israele nella Bibbia non erano sovrani assoluti, ma capi dei cittadini che avevano bisogno del consenso della maggioranza. Anche tra i figli d’Israele in tutto il mondo, le guide delle comunità venivano scelte per voto, e si potrebbero dire ancora molte cose al riguardo (ho approfondito questo tema nei miei articoli).

Ora, per la prima volta, ho avuto l’occasione di votare dall’estero, in veste di rappresentante diplomatico del Paese, a circa due settimane dal giorno ufficiale delle elezioni in Israele. E dove altro? A Roma! Non è una cosa scontata. C’è solo da apprezzare e ringraziare per “un miracolo senza pari”, come dice il poeta Alterman. Buona festa!

 

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