Un ospedale, il cuore, la storia

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“Un anno fa abbiamo acceso questo candelabro all’interno dei locali dell’ospedale in un momento di difficoltà. Abbiamo passato mesi in cui una struttura così importante ha rischiato perfino di chiudere. Ma abbiamo lottato. Ha lottato la Comunità, ha lottato il commissario e hanno lottato soprattutto i dipendenti che hanno creduto in una storia che affonda le sue radici nel Seicento”.

ospedale-israeliticoSul palco all’allestito in piazza San Bartolomeo all’Isola, dove intervengono anche la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, il vicesindaco Luca Bergamo e il vice-ambasciatore d’Israele Rafael Erdreich, il presidente dell’Ospedale israelitico di Roma Bruno Sed riassume con queste parole il significato dell’accensione pubblica della Chanukkiah svoltasi ieri sera davanti all’ingresso della struttura.

Ruth Dureghello

Ruth Dureghello

Rafael Erdreich

Rafael Erdreich

“Non è stato facile, eppure siamo riusciti a tornare un ospedale vivo, punto di riferimento di una sanità al servizio dei cittadini” le sue parole, pronunciate alla presenza di rappresentanti delle istituzioni (tra cui la ministra Valeria Fedeli), delle principali strutture sanitarie cittadine, di numerosi romani.
Sullo sfondo l’immagine del Muro Occidentale, proiettata sulla facciata dell’ospedale ad evocare il legame indissolubile tra Israele e comunità della Diaspora. Grande suggestione anche per il canto intonato dal coro della Comunità ebraica, mentre il rav Jacov Di Segni procedeva all’accensione dei lumi. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, la presidente Ucei  Noemi Di Segni e il comandante dei Carabinieri Tullio Del Sette.

(Moked)

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