Un urlo nel silenzio

L'iconica Ragazza di Enghelab Stree Vida Movahed, che è apparsa in pubblico a Teheran, in Iran, nel dicembre 2017 senza indossare il velo, come previsto dalla legge.

Vida Movahed, la ragazza di Enghelab Street, condannata ad un anno di prigione per essersi tolta il velo

di Gianpaolo Santoro –

Ricordate quella ragazza che nei giorni della protesta studentesca a Theran si tolse il velo e lo mostrò fiera al mondo? Un gesto di ribellione, di insofferenza, di protesta. Un urlo silenzio. Quella foto divenne l’icona della protesta giovanile che venne soffocata nel sangue, intervenne il corpo speciale delle guardie iraniane della rivoluzione, la polizia che risponde solo agli ordini dell’ayatollah, per soffocare quella voglia di cambiamento.

1-84

Mohammad Moghiseh

Vida Movahed, “Girl of Enghelab Street” per quel suo plateale gesto di ribellione al regime è stata condannata ad un anno di prigione. “Ha incoraggiato la corruzione pubblica”, la solita stupefacente sentenza. Ora deve sperare in un gesto di clemenza dal Capo supremo per evitare il carcere.

Questo del resto è l’Iran. L’Iran che solo qualche giorno fa è stato “premiato” con la nomina all’Onu in una commissione che si deve occupare della questione femminile Mohammad Moghiseh, il giudice aguzzino che ha condannato a trentotto anni di prigione e centoquarantotto frustate Nasrin Sotoudeh la donna che si era permessa di rifiutare pubblicamente il velo. Uno schiaffo alla rivoluzione khomeinista. Una vita spezzata.

Federica-Mogherini-02

Federica-Mogherini

Questo è l’Iran che l’Europa coccola e difende e per il quale non ha esitato a girare la faccia dall’altra parte agli Stati Uniti per difendere uno scellerato accordo nucleare; l’Iran che l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, raggiante con il suo velo, andò ad onorare nella seduta di insediamento del parlamento, come se fosse uno stato modello e non un sanguinario regime di aguzzini.

iran-countdown-17047-kML-U11003503748308iT-1024x576@LaStampa.it

L’orologio che scandisce il tempo che manca alla distruzione di Israele

l’Iran che per festeggiare la giornata di Al-Quds ha installato un orologio-monumento in piazza della Palestina a Theran per scandire il tempo che manca alla distruzione di Israele, secondo la “profezia” di Ali Khamenei, guida suprema della Repubblica islamica: “niente  rimarrà dello Stato ebraico entro il 2040”. La follia più totale, insomma. Con Onu ed Europa che fanno finta di niente.

 

 

Condividi
Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista