Un viaggio nella storia e nell’anima

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di Camila Raznovich* –

Da Gerusalemme a Tel Aviv, mare, monti, deserto, un viaggio nella storia e nell’anima alla scoperta della magia di Israele.

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Il Muro del Pianto

Sono in volo verso l’italia. Lasciando questa terra antica e sacra ripenso ai giorni trascorsi nel tentativo di comprenderne l’essenza, il mistero, la magia. Quanti prima di me, quanti dopo vedranno Israele, calpesteranno le sue pietre, e quanti ancora ne recrimineranno la discendenza e la paternità? Quanta storia e quanto passato in questo lembo di terra che ancora oggi non trova pace da quei conflitti che lo feriscono e che echeggiano in tutto il mondo. Ma Israele è molto di più, è incredibilmente bella e generosa, un Paese tra il deserto e il mare con le sue città multietniche e le sue contraddizioni.

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Camila Raznovich

Arriviamo a Gerusalemme, sacra per eccellenza, bianca ed elegante, pacata e silenziosa, sta come una regina arroccata e isolata sulla cima del monte. Fa impressione pensare che in un fazzoletto di terra all’interno delle mura della Città Vecchia siano concentrati i tre monumenti simbolo più importanti per le tre fedi monoteiste.

Ci perdiamo nei vicoli che caratterizzano i tre quartieri, tra l’altro molto ben definiti: quello ebraico, quello musulmano e quello cristiano. Cerco, invano, di spiegare (a grandissime linee) alle mie figlie, Sole e Viola, ciò che stanno vedendo: pur non comprendendone la portata storica ne decifrano però il fascino. E così procediamo, a bocca aperta e naso all’insù, dal Muro del Pianto al Sacro Sepolcro, dalla Spianata delle Moschee alla Via Dolorosa che, sviluppandosi nel cuore di quello che oggi è il quartiere musulmano, rappresenta in maniera emblematica l’anima di questa città.

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Kibbutz Ein-Gedi

Dopo tre giorni passati camminando immersi nella storia, decidiamo di raggiungere il Mar Morto. Già solo il nome spaventa e incuriosisce Sole e Viola, che vogliono capire perché (povero mare) sia morto…

La strada per arrivarci è solo una, e nel tragitto ci fermiamo a visitare il Kibbutz Ein-Gedi e il suo meraviglioso giardino botanico: se viaggiate in Israele con i vostri bambini è una tappa dovuta. È divertente e interessante, un esempio per illustrare ai più piccoli il concetto di convivenza pacifica in una comunità autosufficiente come un kibbutz. La memoria torna al mio passato: da piccola ho vissuto in vari ashram, mi è così familiare quella sensazione di condivisione in una comunità di persone che vivono e lavorano insieme, con il loro orto, la loro scuola, la piscina e l’infermeria, e soprattutto con un sogno, quello di costruire un mondo migliore.

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Il Mar Morto

Il paesaggio è lunare, circondato da montagne di deserto che un tempo facevano da fondale a quello stesso mare che di anno in anno si prosciuga e si ritira, lasciando dietro di sé altra terra arida e salata. Il Mar Morto è come un grande lago che si trova tra Israele e la Giordania, una depressione, la più grande sulla faccia della Terra, a 423 metri sotto il livello del mare.

Bagnarsi nelle sue acque calde e oleose è davvero un’esperienza unica, e se avete qualche ora da spendere vale la pena fare un trattamento con i fanghi, toccasana sia per la pelle sia per le ossa.

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Forteza di Masada

Risalendo verso nord è d’obbligo la visita ai resti archeologici della fortezza di Masada, luogo sacro e carico di significato per l’orgoglio di questo Paese, tanto che il giuramento di una recluta dell’esercito israeliano recita: «Masada mai più cadrà».
Il nostro viaggio procede verso la costa, verso l’ultima tappa, Tel Aviv, una metropoli a tutti gli effetti. Cool quanto Berlino, internazionale quanto New York e bohémien quanto Parigi. Punto cruciale della rete stradale ed economica di Israele, affacciata sul mare, ha conquistato il mio cuore europeo. Di giorno le sue spiagge si popolano di sportivi di tutte le età che corrono, saltano, nuotano, giocano. Le vie sono un fermento di culture ed etnie diverse.

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Il porto di Jaffa

Tel Aviv by night è spettacolare, c’è solo l’imbarazzo della scelta su dove passare la serata, una quantità di locali così diversi tra loro da far impallidire qualsiasi capitale europea.

A sud della città si trova Jaffa, per me un vero gioiello e una piacevole scoperta, perché oltre a essere piena di fascino e con una grande storia, nelle sue stradine si trovano alcuni dei negozi più interessanti che abbia visto in Israele.

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Holon, il Museo dei bambini

Poco fuori da Tel Aviv c’è Holon, una cittadina totalmente a misura di bambino che, se viaggiate con i vostri figli, potrebbe salvarvi la giornata. Offre tante possibilità di intrattenimento, una su tutte il Museo dei bambini, esperienza eccezionale che ha permesso alle mie figlie di trasformarsi in farfalle…
Mi accorgo ora che stiamo per atterrare a Roma, con un solo, piccolo dispiacere. Che il viaggio sia già finito, avrei voluto più tempo… Ma questo è solo un arrivederci, a presto Israele!

(Io, Donna)

*Conduttrice televisiva e blogger

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