Una rete di terroristi
difende la fuga di Na’alwa

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di David Sinai –

Ormai è quasi un mese. E nonostante sia stata subito aperta una imponente caccia all’uomo Ashraf Na’alwa, il terrorista che ha barbaramente  assassinato Ziv Hagbi e Kim Levengrond Yehezkel nella zona industriale di Barkan all’inizio, è ancora latitante. Sembra essersi volatilizzato, un fantasma.

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Ashraf Na’alwa

La verità è che c’è stato un errore di valutazione iniziale, Na’alwa era stato classificato come un “lupo solitario”, un ragazzo introverso che covava odio sociale, uno al di fuori dal giro del terrorismo organizzato e strutturato.

Al terrorista era stato concesso un permesso di lavoro dopo essere stato accuratamente controllato da funzionari della sicurezza israeliani, che non avevano trovato alcun legame con il terrorismo nel suo passato. Insomma non sembrava non avere dubbi l’establishment della difesa. Ed, invece, non era così.

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Uno degli arrestati dall’Idf nella caccia a Na’alwa

Sembra, infatti, che Na’alwa faccia parte di una cellula terroristica, che agisce in proprio senza nessun legame con le altre organizzazioni terroristiche, anche se lo Shin Bet, preferisce parlare di “collaboratori”.

Il fatto che Na’alwa non sia stato catturato subito dopo l’attacco e che le forze di sicurezza non siano state finora in grado di raccogliere informazioni su dove si trovasse, indicano che il terrorista sta ricevendo aiuto da una rete di complici, che hanno aiutato la sua fuga dalla scena e che lo stanno aiutando nascondendo facendolo sfuggire alla cattura.

Finora, le forze di sicurezza hanno arrestato diversi membri della famiglia, degli amici e dei conoscenti dell’assalitore. La settimana scorsa, i media palestinesi hanno riferito che l’IDF ha arrestato un sospetto definito “complice” vicino a Tulkarm.  Ma tutto questo non è servito a molto.

 

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