Una tragedia israeliana
Iyad Halaq come George Floyd

George Floyd e Iyad Halaq

di Yossy Raav –

Il parallelo è forse forzato, ma molti hanno accostato la vicenda della morte di Iyad Halaq a quella di George Floyd. I sentimenti e le emozioni si contrappongono. Certo la polizia israeliana vive quotidianamente una posizione di grande allerta, dove un minimo gesto, un non fermarsi ad un alt intimato, può far esplodere situazioni estreme, di grande pericolo.

Situazioni figlie di un perenne stato di pericolo e di allerta dove i drappelli di militari sentono di essere un tiro a bersaglio mobile. Non c’è stata la violenza ingiustificata di Minneapolis, insomma, con tutte le profonde radici di una America periodicamente scossa da crisi razziali.

Il rabbino capo di Gerusalemme Aryeh Stern in visita di condoglianze alla famiglia di Iyad Hala

Però, nonostante tutto questo, le due uccisioni hanno un sentimento in comune. Di certo la morte di Iyad ha scosso tutta l’opinione pubblica israeliana, una ferita profonda, lacerante, per l’uccisione di un ragazzo dalla faccia pulita che si è scoperto essere affetto da autismo.

Aprendo la riunione settimanale del governo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu l’ha definita “una tragedia. Condividiamo tutti il dolore della famiglia”  .

 

 

 

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