La risposta di Israele
Tagliato un milione di dollari
dai fondi destinati all’Onu

 

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Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato il taglio di un altro milione di dollari dalle spese che
Israele paga come membro dell’Onu. La mossa – che arriva dopo la decisione di oggi dell’Unesco – prevede anche che con quella somma sia costruito un Museo dell’eredità ebraica a a Kiryat Arba e a Hebron e ad altri progetti nella città.

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Già in precedenza dopo altre decisioni dell’Unesco, come quella su Gerusalemme, il premier aveva tagliato i fondi all’Onu. Una decisione «surreale». Così il premier Benyamin Netanyahu aveva definito la decisione dell’Unesco sulla Città Vecchia di Hebron e sulla Tomba dei Patriarchi. «Questa volta – ha detto – hanno deciso che la Tomba dei Patriarchi ad Hebron è un sito palestinese e non ebraico e che è in pericolo». «Non un sito ebraico? Chi è sepolto lì? Abramo, Isacco e Giacobbe, Sarah, Rachele e Lea: i nostri padri e le nostre madri!». «Il sito è in pericolo? Solo quando Israele comanda, come ad Hebron – ha sottolineato – la libertà di religione è garantita per tutti».
«In Medio Oriente bruciano le moschee, le chiese e le sinagoghe. Ovunque, eccetto che in Israele. Continueremo a custodire la Tomba dei Patriarchi, la libertà di religione per tutti e – ha concluso Netanyahu – anche la verità». Anche il presidente israeliano Reuven Rivlin ha attaccato l’Unesco sostenendo che la Risoluzione «prova una volta in più che essa è determinata a disseminare bugie anti israeliane mentre resta in silenzio quando il Patrimonio regionale è cancellato da brutali estremisti».

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«La decisione dell’Unesco su Hebron e la Tomba dei Patriarchi è una macchia morale. Questa irrilevante organizzazione promuove falsa storia. Vergogna!». Lo ha scritto su Twitter Emmanuel Nahshon, portavoce del ministero degli esteri di Israele, secondo cui «la gloriosa storia del popolo ebraico è cominciata a Hebron. Nessuna bugia dell’Unesco e falsa storia può cambiarla. La verità è eterna».

Anche il ministro della difesa Avidgor Lieberman ha bollato su twitter il voto definendo l’Unesco «un’organizzazione politica, imbarazzante e antisemita». Stessa condanna da parte del ministro dell’educazione Naftlai Bennett secondo cui «è sconfortante e vergognoso che l’Unesco neghi la storia e distorca la realtà, servendo coloro che cercano di cancellare lo Stato ebraico». «Israele non riprenderà la sua collaborazione con l’Unesco – ha aggiunto – finché questa organizzazione resta uno strumento politico invece che professionale»

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