Unrwa e Palestina “mangiasoldi”
con la truffa dei falsi rifugiati

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Manifestazione dei lavoratori Unrwa

di Carlo Panella –

 La decisione dell’Olanda e della Svizzera – che segue quella assunta da Donald Trump nel 2018 – di sospendere i fondi alla Unrwa, l’organizzazione di aiuto ai rifugiati palestinesi, ha finalmente portato a galla lo scandalo che da decenni cresce in questa ben strana organizzazione. Questo, a partire dalla sua nascita nel 1949, 70 anni fa: solo ragioni di basso opportunismo petrolifero e di polemica nei confronti di Israele infatti spinsero le Nazioni Unite a creare –unica al mondo- una organizzazione specifica che riguarda unicamente i 700 mila rifugiati dalla Palestina della guerra del 1948. Un privilegio che li differenzia dagli oggi 70 milioni di rifugiati di cui invece si occupa l’Unhcr, l’organizzazione dell’Onu che assiste umanitariamente i rifugiati di tutto il pianeta.

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Carlo Panella

Nessun altro popolo, per quanto più drammatiche possano essere le sue condizioni e più elevato il numero delle sue vittime e dei suoi profughi (si pensi al Darfur, al Ruanda, alla ex Jugoslavia, alla Siria, ai Rohingya, eccetera), gode di questo privilegio. Privilegio che diventa abnorme se si pensa che nel 2005 la Unrwa riceveva 408 milioni di dollari, ben il 45% dei 982 milioni di dollari destinati a tutti gli altri rifugiati del mondo.

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Rifugiati palestinesi, 1948

Privilegio che si trasforma in una follia, in un assurdo logico, perché mentre per la Unhcr i rifugiati sono –ovviamente- solo ed esclusivamente coloro che oggi si trovano in questa situazione, per la Unrwa la definizione di rifugiato è ereditaria e riguarda tutti i discendenti dei profughi palestinesi del 1949 e del 1967.

Risultato: dai 700 mila iniziali, oggi i “profughi palestinesi” sono tra i 6 e i 7 milioni. Questione capitale perché la Olp pretende da sempre che “il ritorno dei rifugiati e profughi” riguardi questi 6-7 milioni di palestinesi e non i profughi iniziali che oggi sono peraltro in gran parte deceduti.

Screenshot_2019-08-01 Quelle ombre sull'agenzia per i rifugiati palestinesi - Lettera43

Nel nome di questa assurdità Hamas da un anno ha lanciato la (perdente) “Marcia del Ritorno”. Ostacolo questo formidabile in tutta la drammatica vicenda delle trattative tra Israele e palestinesi. Ma lo scandalo non è solo questo: se si guardano i bilanci della Unrwa si scopre l’incredibile: ben il 65% dei suoi fondi sono destinati infatti esclusivamente ai suoi circa 25 mila dipendenti con un eccellente – per la regione- stipendio annuo medio di più di 11 mila dollari (il salario medio a Gaza è al massimo di 6 mila dollari netti all’anno). Tra i 100 e i 200 mila palestinesi traggono dunque il proprio sostentamento direttamente dagli stipendi Unrwa. Le briciole vanno all’assistenza dei rifugiati palestinesi che non godono di questo privilegio.

epa06447417 A Palestinian refugee man carry a sack of flour at the United Nation food distribution center in al Shateaa refugee camp in the northern Gaza city, 15 January 2018 (issued 17 January 2018). Media report that the US President Donald J. Trump had vowed to freeze about 125 million US dollar of aid for the United Nation Relief and Works Agency (UNRWA) for Palestinian Refugees. The US ambassador to the United Nation (UN) Nikki Haley was quoted as saying that Trump did not want to add or stop funding until the Palestinians agree to return to the negotiation table. Following the 1948 Arab-Israel conflict, UNRWA was established by the United Nation General Assembly Resoluation 302 (IV) in 1949 to carry out direct relief and works programs for Palestinian refugees from May 1950 on. until today, some five million Palestinian refugees are eligible for their services, UNRWA says on their website. EPA/MOHAMMED SABER

Da qui, da questa ripartizione clientelare e assurda dei fondi, le evidenti radici dello scandalo che scoppia oggi: indagini indipendenti, di cui dà conto anche la Cnn, infatti hanno scoperto infiniti episodi di «nepotismo, cattiva condotta, ritorsioni, discriminazioni e altri abusi personali per guadagno personale, per sopprimere il dissenso legittimo e per raggiungere propri obbiettivi personali da parte di dirigenti della Unrwa».

Questo scandalo e la mancata risposta a queste rivelazioni da parte dei dirigenti della Unrwa hanno motivato la decisione di sospensione della erogazione dei fondi da parte degli Usa, della Svizzera e dell’Olanda. Una pessima storia che aggrava il già torbido groviglio palestinese che continua a vedere la Olp e Hamas l’una contro l’altra armata.

(lettera43)

 

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