“Vogliamo giustizia
per i nostri bambini”

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di Adir Amon

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I bambini piangevano e pregavano “Shema Yisrael”, che si recita quando una persona crede di essere sul punto di morire. Il racconto di quel pomeriggio di terrore in Samaria fa ancora accapponare la pelle, nonostante tutto è finito bene. “Ci hanno minacciato con la pistola  – hanno raccontato- poi con una pietra hanno colpito alla testa la guardia. C’era tanto sangue…. Hanno iniziato a urlare, dicevano che ci avrebbero fatti tutti i prigionieri, che ci avrebbero massacrato. Alcuni di noi col cellulare cercavano di chiamare l’esercito, di chiedere aiuto, ma se ne sono accorti… e si sono fatti consegnare tutti i  telefoni cellulari. Ci  hanno spruzzato addosso spray al peperoncino. Ci dicevano che ci avrebbero ucciso o fatti prigionieri…”

Cinque giorni dopo questa atroce vicenda i genitori dei giovani accusano apertamente che non è stato ancora fatto nulla. Keren Perelman , il cui figlio Yitzhar è stato tra i 25 bambini attaccati, ha dato voce alla rabbia di tutti. denunciato che non sono stati effettuati arresti, né alcuna proprietà dei terroristi sequestrata i distrutta. “E’ come se non fosse successo niente… Vogliamo giustizia. Vogliamo vedere puniti i terroristi.”

 

 

 

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