Yerushalaim

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di Daniele Coppin –

Il nome della città cara alle tre religioni monoteiste, Yerushalaim, in Ebraico significa “Città delle due Paci” o “Città delle due completezze”. La differenza (che poi tanto differenza non è) deriva dal fatto che in Ebraico le vocali non si trascrivono e la parola “Shalom” (Pace) si scrive con le stesse lettere della parola “shalem” (completezza). Yerushalaim, o Gerusalemme che è lo stesso, è la città verso la quale gli Ebrei pregano tre volte al giorno.

Daniele Coppin

Daniele Coppin

Ogni anno, al Seder di Pesach, gli Ebrei dicono “Shana’ HaBa’a BiYerushalaim”, l’anno prossimo a Gerusalemme. “Se mi dimentico di te, o Gerusalemme, si dimentichi la mia mano destra ogni abilità” (Salmo 137, 5) è il passo che si recita ad ogni matrimonio ebraico. La città è richiamata numerose volte nei Salmi, nei Libri dei Profeti e nei libri agiografici, cioè in una produzione letteraria a carattere religioso che abbraccia un arco di tempo di circa seicento anni, dal X al IV sec. a.e.v. (IV sec. a.C.), quando fu canonizzato il testo del Tanakh, acronimo derivante dalle iniziali di Torah (Pentateuco), Neviim (Profeti) e Khetuvim (Scritti).

Gerusalemme alla fine del XV secolo

Ma il luogo in cui sorge Gerusalemme è presente già nella Torah, che secondo la tradizione religiosa risale ad un periodo compreso tra il XIV ed il XIII sec. a.e.v., con il nome di Tzion oppure con quello del colle di Moriah, dove Abramo condusse Isacco per il sacrificio e dove, tra il X ed il IX sec. a.e.v., Re Salomone, figlio di Re Davide, edificò il primo Tempio, che verrà poi distrutto dai Babilonesi nel 586-587 a.e.v.

In ogni caso, Gerusalemme è indissolubilmente legata al popolo ebraico, da 3.300 anni, se si fa riferimento al carattere religioso, da 3.000 anni, se si considera quello storico. Se poi si volessero considerare valide le sole prove archeologiche, sono almeno 2.700 anni che Yerushalaim è sicuramente centrale per l’Ebraismo. Non è solo la religione che dimostra questo legame.

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E’ la storia. L’editto di Ciro il Grande, imperatore di Persia, che dopo aver sconfitto i Babilonesi consente agli Ebrei deportati a Babilonia di rientrare in Eretz Israel (Terra di Israele) e di ricostruire il Tempio, rappresenta forse il più antico atto ufficiale che dimostra l’ebraicità di Gerusalemme. Perchè, al di là di slogan e leggende, la Storia si basa sui documenti, cioè reperti archeologici e atti ufficiali.

Nel 331 a.e.v., Gerusalemme cade sotto il dominio di Alessandro Magno, mentre nel 198 a.e.v. finisce sotto il controllo dei Seleucidi, cioè della dinastia regnante in Siria e discendente da Nicatore, satrapo di Babilonia, che per ellenizzare la regione imposero agli Ebrei il divieto di osservare il Sabato e di fare la circoncisione.

La rivolta dei Maccabei

La rivolta dei Maccabei, tra il 166 ed il 164 a.e.v., impedì la perdita dell’identità ebraica e consentì la cacciata dei Seleucidi. Da quel momento in poi, la Terra di Israele viene retta dalla monarchia degli Asmonei, fino al 63 a.e.v., quando viene conquistata da Pompeo. I Romani mettono sul trono della Giudea sovrani a loro fedeli, non appartenenti alla dinastia degli Asmonei.

Tra questi Erode il Grande, che non era di discendenza ebraica e che realizzò grandi opere, ingrandendo anche il Tempio. Nel 66 e.v. gli Ebrei si ribellano ai Romani che riescono ad aver ragione dei rivoltosi nel 70 e.v. con Tito, figlio dell’allora imperatore Vespasiano, che distrugge il secondo Tempio. L’evento fu talmente importante da essere celebrato dai Romani nella facciata interna dell’Arco di Tito, a Roma, sul cui lato interno è ben evidente un bassorilievo che mostra alcuni uomini (secondo alcuni, Romani, secondo altri, prigionieri ebrei) che trasportano la Menorah, il candelabro a sette braccia simbolo dell’Ebraismo.

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Inoltre, furono coniate monete con imprese, su un lato, l’effige dell’imperatore Vespasiano, e, sull’altro, una figura femminile con un palma sormontata dall’iscrizione “Iudea Capta”. Gerusalemme subisce, nel 135 e.v., una nuova “offesa”, quando l’imperatore Adriano, dopo aver sedato nel sangue la rivolta di Bar Kochba, iniziata nel 132 e.v., fa costruire sulla spianata dove, fino a 65 anni prima sorgeva il secondo Tempio degli Ebrei, un tempio dedicato a Giove Capitolino. Adriano cambia il nome della città in Aelia Capitolina, ne vieta l’accesso agli Ebrei e cambia anche il nome della provincia che da Iudea diventa Syria Palaestina, al fine di umiliare gli Ebrei (Palaestina era il territorio dei Filistei, popolo di origine micenea insediatosi lungo la fascia costiera in corrispondenza di quella che è l’attuale striscia di Gaza) cancellando il loro legame con la loro terra e con il Tempio, avendo Adriano compreso che l’Ebraismo si caratterizza per il legame tra la Torà, il popolo ebraico e la Terra di Israele. Quella compiuta da Adriano fu anche, probabilmente, la prima Shoà, visto che, secondo le stime, la metà della popolazione ebraica in Terra di Israele fu sterminata o fatta schiava.

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Ciononostante, la presenza ebraica in Terra di Israele non scompare, come testimonia la compilazione del Talmud Yerushalmi (Talmud di Gerusalemme) tra il IV e V sec. e.v.

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Tuttavia le condizioni non erano favorevoli alla cultura ebraica, come dimostrato dal fatto che la compilazione del Talmud Bavli (Talmud babilonese), a cui fa principalmente riferimento l’Ebraismo di tutto il mondo, fu possibile portarla avanti a Babilonia fino al sec. VIII e.v., quindi ben oltre il tempo in cui fu possibile la compilazione del Talmud Yerushalmi in Terra d’Israele. La dominazione straniera sulla Terra di Israele andò avanti per secoli. Infatti, ai Romani seguirono i Bizantini ed i Persiani. Nel VII sec. e.v., le tribù arabe provenienti dalla penisola arabica, arrivano nella zona portando l’Islam.

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Da questo momento il dominio passa da un califfo all’altro nel corso di vere e proprie guerre civili interne all’Islam fino all’arrivo dei Crociati, nel 1099, con massacri di ebrei e musulmani.

Poco meno di un secolo dopo, il condottiero curdo Saladino conquista i territori che resteranno sotto il dominio curdo per poco meno di un secolo, cioè fino all’avvento dei Mamelucchi egiziani che, nel 1516, verranno sconfitti dall’Impero Ottomano che dominerà la regione fino al 1917, quando, in forza dell’accordo segreto anglo-francese Sykes-Piqot, passeranno sotto controllo britannico.

Durante la dominazione ottomana la regione conobbe lo stesso degrado dei secoli precedenti, ma Gerusalemme rimase comunque un riferimento religioso e mantenne sempre un carattere fortemente ebraico, come dimostrano i censimenti fatti dall’Impero Ottomano dai quali risulta che gli Ebrei sono stati sempre la maggioranza, a volte relativa a volte assoluta, della popolazione della città.

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Il pomeriggio del 14 Maggio 1948, in forza della Risoluzione 181 dell’ONU del 29 Novembre 1947, veniva proclamata la fondazione dello Stato di Israele che sanciva la rinascita di uno Stato indipendente in Terra di Israele dopo 19 secoli di dominio straniero. Gerusalemme, che in base al piano di spartizione dei territori del Mandato Britannico in Palestina, sarebbe dovuta essere internazionalizzata, dopo essere stata posta sotto assedio dagli Arabi a partire dal Marzo del 1948, fu teatro, durante la guerra arabo-israeliana del 1948-49, dei combattimenti tra l’esercito israeliano e la Legione Araba, cioè l’esercito dell’attuale Giordania, allora Regno di Transgiordania.

Al termine del conflitto la Transgiordania, nel frattempo divenuta Giordania per l’occupazione da parte della Legione Araba dei territori ad Ovest del Giordano, cioè di Giudea e Samaria (poi ribattezzati Cisgiordania), occupava Gerusalemme Est, mentre Israele occupava Gerusalemme Ovest.

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Gli Ebrei che vivevano nella parte ebraica di Gerusalemme Est abbandonarono le loro case. L’accesso degli Ebrei alla Città Vecchia (Gerusalemme Est) in cui c’era il Muro Occidentale (noto anche come “Muro del Pianto”), che sosteneva il lato occidentale della Spianata del Tempio, fu proibito dalle autorità giordane. Solo con la Guerra dei Sei Giorni, nel 1967, durante la quale l’esercito israeliano conquistò Gerusalemme Est riunificando la città, gli Ebrei poterono avere di nuovo accesso al Muro Occidentale. Moshe Dayan lasciò la gestione della Spianata del Tempio (nota come Spianata delle Moschee) al Waqf.

Oggi Gerusalemme è una città aperta a tutti i culti, che osservano le rispettive festività. Ciò detto, anzi scritto, lascio a chi avrà avuto la pazienza di leggere ricavare le sue conclusioni circa i legami tra Gerusalemme e tutti coloro che ne reclamano l’appartenenza. Questi sono i fatti, questa è Storia, il resto è propaganda e nessun tentativo di mistificazione della Storia da parte dell’UNESCO o dei Palestinesi che provano ad occultare e a distruggere reperti archeologici di età precedente alla distruzione del secondo Tempio, né cortei o trasmissioni televisive potrà cambiare la realtà dei fatti.

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